Il bonus mobili 2026 può diventare un’ottima notizia, soprattutto quando stai già vivendo quel momento un po’ caotico (ma pieno di entusiasmo) che è una ristrutturazione: lavori in corso, decisioni da prendere, mille acquisti da programmare.
Proprio per questo vale la pena chiarire subito un punto: il bonus mobili 2026 non è un incentivo “autonomo”, ma un’agevolazione che si attiva solo se è collegata a interventi di ristrutturazione edilizia ammessi alla detrazione per recupero del patrimonio edilizio. Non serve che i lavori siano imponenti o particolarmente costosi: ciò che conta è che l’intervento sia valido e che sia stato avviato prima dell’acquisto dei beni agevolati. (Come specificato dall’agenzia delle entrate)
È un dettaglio che spesso crea confusione—e che può far inciampare anche chi agisce in buona fede: comprare mobili nuovi per una casa appena acquistata, ad esempio, senza lavori, non dà diritto al bonus. La detrazione, infatti, nasce per accompagnare il “dopo”: l’arredo e gli elettrodomestici nuovi destinati proprio all’immobile su cui stai intervenendo. Per questo, prima ancora di parlare di importi e documenti, il primo passo è sempre lo stesso: verificare che i tuoi lavori rientrino tra quelli ammessi (come manutenzione straordinaria, ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo sulla singola unità). Da lì, tutto il resto diventa molto più semplice.
Massimali, aliquota e tempi di detrazione: cosa sapere nel 2026
Quando si parla di bonus mobili 2026, il secondo nodo riguarda quanto puoi detrarre e in che modo. La struttura dell’agevolazione è quella ormai consolidata: una detrazione Irpef calcolata su un tetto massimo di spesa, da recuperare in dieci quote annuali di pari importo. Attenzione però: il massimale non è “per acquisto”, ma per unità immobiliare ristrutturata, e vale complessivamente per l’anno di riferimento.
Un aspetto spesso sottovalutato è che massimali e aliquota non sono automatici: vengono stabiliti di anno in anno dalla normativa di proroga. Per questo, nel 2026, è fondamentale verificare l’assetto definitivo della misura prima di pianificare gli acquisti più rilevanti. Il meccanismo resta invariato, ma l’importo massimo agevolabile può cambiare: partire informati consente di distribuire le spese in modo intelligente e non perdere detrazione.
Conta anche il timing: la detrazione parte dall’anno in cui sostieni la spesa e si suddivide poi nel tempo, ma solo se i pagamenti sono corretti e tracciabili. Anticipare o posticipare un acquisto può fare la differenza tra una spesa detraibile e una esclusa. In pratica, il bonus mobili 2026 non va vissuto come uno sconto immediato, ma come uno strumento di pianificazione: sapere quanto puoi portare in detrazione e in quali tempi ti aiuta a scegliere cosa acquistare ora e cosa rimandare, mantenendo equilibrio tra budget, lavori e benefici fiscali.
Spese ammesse nel Bonus mobili 2026: mobili ed elettrodomestici che puoi detrarre
Quando si parla di bonus mobili 2026, è fondamentale capire quali beni rientrano davvero nella detrazione e quali sono esclusi.
Il bonus copre mobili nuovi destinati all’arredamento dell’immobile oggetto di interventi di ristrutturazione e comprende anche alcuni grandi elettrodomestici, purché rispettino specifici requisiti di classe energetica.
In concreto, tra le spese ammesse puoi includere:
- letti, materassi e testiere
- armadi, cassettiere, librerie e scaffalature
- tavoli, sedie, scrivanie e complementi strutturali
- divani, poltrone e mobili per il soggiorno
- credenze, comodini e mobili per zona notte
- apparecchi di illuminazione che completano l’arredo
- grandi elettrodomestici nuovi, ad esempio: frigoriferi e congelatori (classe F o superiore), lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie (classe E o superiore), forni (classe A o superiore), etc…
Questi beni sono ammessi solo se acquistati nuovi e se destinati all’unità immobiliare sulla quale sono in corso i lavori agevolati; l’acquisto di oggetti usati o di semplici complementi di decorazione (come tende, tappeti o opere d’arte) non dà diritto alla detrazione.
Il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è 5.000 euro per unità immobiliare (anche pertinenze), con una detrazione Irpef del 50% da ripartire in dieci quote annuali di pari importo.
Inoltre, non dimenticare che le spese accessorie possono essere incluse nel calcolo del bonus: ad esempio il trasporto, la consegna e il montaggio dei beni purché anch’essi siano pagati con le modalità tracciabili richieste per accedere all’agevolazione (bonifico, carta di credito o debito).
Questo significa che, oltre all’oggetto principale, anche i costi legati alla consegna del divano o all’installazione della cucina possono contribuire ad aumentare l’importo detraibile, sempre nel rispetto del tetto massimo di 5.000 euro.
Pagamenti corretti e documenti da conservare per non perdere il beneficio
Per fruire del bonus mobili 2026, sapere cosa comprare non basta: devi anche pagare e documentare correttamente le spese. La normativa fiscale richiede metodi tracciabili per i pagamenti, perché solo così l’Agenzia delle Entrate può collegare le spese agli acquisti e alla tua dichiarazione dei redditi.
Ecco i criteri principali da rispettare:
- Bonifico bancario o postale (anche non “parlante”)
- Carta di credito o di debito
- Pagamenti con finanziamento, purché la finanziaria versi direttamente al fornitore con strumenti tracciabili (in questo caso la detrazione si considera nell’anno in cui il fornitore riceve il pagamento)
Non sono ammessi:
- contanti
- assegni bancari
- altri strumenti non tracciabili
Oltre ai pagamenti, è fondamentale conservare la documentazione che proverà la legittimità della spesa e il collegamento ai lavori di ristrutturazione. Tra i principali documenti da tenere ci sono:
- fatture o scontrini parlanti che descrivano natura, quantità e prezzo dei beni acquistati
- prova di pagamento (ricevuta del bonifico, estratto conto, ticket elettronico)
- copia della dichiarazione dei redditi nella quale inserisci la detrazione
In più, se acquisti elettrodomestici che richiedono l’etichetta energetica, assicurati che la fattura ne riporti i requisiti (ad esempio classe A per i forni, classe E per le lavatrici, classe F per frigoriferi e congelatori), perché questo può costituire parte della documentazione richiesta dall’Agenzia delle Entrate per l’agevolazione.
Una buona pratica è creare una cartella digitale dedicata al bonus, così da avere sempre sotto mano i documenti da allegare al Modello 730 o Redditi PF quando compili la dichiarazione. Questo ti evita sorprese o contestazioni e ti permette di recuperare fino a 2.500 euro in detrazioni nel tempo senza stress amministrativi.
Errori comuni che fanno perdere il beneficio del bonus
Accedere al bonus mobili sembra semplice sulla carta, ma molti contribuenti si trovano a perdere il beneficio per dettagli tecnici che possono essere evitati con un po’ di attenzione. Ecco gli errori più frequenti da evitare:
- Acquistare i mobili prima dell’inizio dei lavori: se la data di avvio della ristrutturazione non precede quella dell’acquisto, il bonus si annulla.
- Pagare in contanti o con strumenti non tracciabili: il requisito fondamentale per il bonus è la tracciabilità delle spese.
- Superare il limite di spesa di 5.000 euro senza considerare eventuali acquisti già fatti negli anni precedenti collegati allo stesso intervento.
- Non conservare le fatture o le prove di pagamento: senza documenti chiari, la detrazione può essere contestata dall’Agenzia delle Entrate.
- Acquistare beni non ammessi (ad esempio tende, porte interne, pavimenti, complementi decorativi) che non rientrano nella definizione di “mobili” ai fini del bonus.
- Non verificare i requisiti energetici degli elettrodomestici ammessi: per avere diritto alla detrazione, devono rispettare le classi indicate dalla normativa.
Un ultimo errore sottovalutato riguarda la destinazione dei beni: gli arredi e gli elettrodomestici devono essere destinati all’immobile oggetto di intervento di ristrutturazione, non a un altro immobile o a un immobile non ristrutturato, altrimenti il bonus decade.
Una gestione attenta di questi aspetti ti permette di sfruttare al massimo il bonus mobili e di trasformare i tuoi acquisti in un reale vantaggio fiscale, con risparmio e tranquillità nel tempo.
Hai ancora dubbi sul bonus mobili 2026?
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